Pinsa romana ricetta

La pinsa romana che ho fatto quest’oggi per la prima volta è stata veramente un successo per i miei due critici del giorno.

Chi? Beh, il mio consorte e la mia “bimba”, appena rientrati dal lavoro, decisamente affamati.

Il segreto della mia ricetta?

Una lunga attesa, un tranquillo riposo al fresco, dolci pieghe, molto amore e delicate coccole.
Tutto questo per un impasto che mi ha dato grande soddisfazione.

Per quanto riguarda i condimenti, si possono utilizzare i condimenti per pizza classici oppure si può dar sfogo alla fantasia!

Nella ricetta qui sotto ti mostro come l’ho farcita io.

Prima di procedere con la la ricetta della pinsa romana cotta in forno, vi ricordo che se volete restare connessi e ricevere settimanalmente suggerimenti e spunti culinari che non sono altrimenti presenti sul sito, potete iscrivervi alla mia newsletter 🙂

Bene, ci siamo, basta con i convenevoli e partiamo con la ricetta della pinsa romana 🙂

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Pinsa romana ricetta
Pinsa Romana con lievito madre rinfrescato da un'ora - idratazione 85%
Cucina Italiana
Tempo di preparazione 6 ore
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 3 giorni
Porzioni
teglie
Ingredienti
Cucina Italiana
Tempo di preparazione 6 ore
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 3 giorni
Porzioni
teglie
Ingredienti
Istruzioni
  1. Nell'impastatrice inserire il lievito con la farina e, poco a poco, l'acqua. Lavorare per 7-8 minuti, aggiungere il sale e continuare ad impastare per altri 5 minuti.
    Nell'impastatrice inserire il lievito con la farina e, poco a poco, l'acqua. Lavorare per 7-8 minuti, aggiungere il sale e continuare ad impastare per altri 5 minuti.
  2. Ad una temperatura di 20-24°C rigenerare l'impasto per 2 o 3 volte ogni 5 minuti, passare quindi alle pieghe della pinsa romana da ripetere per 3 volte, dopodichè adagiare in una ciotola e mettere a riposo nel frigorifero per 2 o 3 giorni.
  3. Trascorsi i giorni di "riposo" lasciare la ciotola a temperatura ambiente per 2 ore.
  4. A questo punto ribaltare l'impasto sulla spianatoia e dividere l'impasto in 2. Fare le pieghe utilizzando la farina di semola, quindi adagiare in una ciotola unta d'olio e far riposare per circa 3 ore.
  5. Ecco che ora possiamo ribaltare la ciotola su un piano infarinato, Stendiamo delicatamente l'impasto della pinsa romana per non sgonfiarlo e lo collochiamo in una teglia rettangolare. Copriamo con salsa di pomodoro sale origano (io ho aggiunto anche olive capperi e acciughe sott'olio in una metà).
  6. Portiamo il forno per pizza (ved. note in fondo alla pagina) a 300°C cielo e 250°C platea (in un forno standard: temperatura al massimo) e, appena inforniamo, abbassiamo a 250°C cielo e 200°C platea (in forno standard: 200°C) e cuociamo per circa 20 minuti.
    Portiamo il forno  per pizza (ved. note in fondo alla pagina) a 300°C  cielo e 250°C platea (in un forno standard: temperatura al massimo) e, appena inforniamo, abbassiamo a 250°C cielo e 200°C platea (in forno standard: 200°C) e cuociamo per circa 20 minuti.
  7. Gli ultimi 5 minuti possiamo, volendo, aggiungere del formaggio o mozzarella. Ed ora gustiamo la nostra pinsa romana.
    Gli ultimi 5 minuti possiamo, volendo, aggiungere del formaggio o mozzarella. Ed ora gustiamo la nostra pinsa romana.
  8. Buon appetito! E se avete pareri, suggerimenti o se, semplicemente volete dire la vostra opinione su questa ricetta, potete farlo utilizzando il box per i commenti che trovate alla fine della pagina 🙂
    Buon appetito!
E se avete pareri, suggerimenti o se, semplicemente volete dire la vostra opinione su questa ricetta, potete farlo utilizzando il box per i commenti che trovate alla fine della pagina :)
Recipe Notes

Luciana In Cucina

Vi piacciono gli impasti fatti con cura ed amore per i dettagli?
Vi piace la pizza? Allora non potete assolutamente non guardare la ricetta della mia pizza!

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Grazie di cuore ed alla prossima.

Luciana.

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11 pensieri su “Pinsa romana ricetta

    1. Ciao,
      in risposta al tuo commento ti dò ragione a metà… in quanto la ricetta che hai commentato è stata fatta in modalità “casalinga” con le attrezzature che possiamo avere nelle nostre cucine di casa: un forno standard ed una teglia per contenere l’impasto.
      Il risultato è una’pinsa in teglia’, con la ricetta della pinsa romana.
      Una ricetta che risale a diverso tempo prima che potessi sperimentare la farina dedicata alla Pinsa con la ricetta che puoi trovare qui:
      http://lucianaincucina.it/Ricette/pinsa-romana-fatta-in-casa/
      In questo caso, ho potuto preparare una pinsa molto diversa e senza teglia, cuocendola alla temperatura adatta per questo tipo di preparazione, essendomi anche attrezzata di un forno ad hoc.
      Spero che la mia risposta ti possa aver chiarito la mia volontà di far provare alcune ricette che a casa sono difficili da replicare per motivi tecnici ma che, a chi è appassionato e ha voglia di sperimentare anche senza l’attrezzatura necessaria, può far piacere provare.
      Un saluto. Luciana

      1. Ciao Luciana,

        intanto grazie per aver risposto. Ho guardato anche il link che cortesemente mi hai messo, ma anche quella non è una pinsa. Non è una questione di attrezzature, credo sia più come la stendi. Non c’è bisogno di accettare questo commento, è solo un consiglio per te. Non è facile realizzarla

  1. fra gli ingredienti della pinza romana ho letto, nelle varie rucette, farina di riso e di soia. Io sono laziale della
    provincia di Roma e non ho mai sentito parlare di “pinza”. Forse le davano un altro nome. Comunque posso assi
    curare che negli anni 30 farine di riso e di soia erano sconosciute. Allora perche` ora compaiono in tutte le ricette?
    Saluti

    1. Buongiorno Giovanni,
      La mia ricetta arriva da un pizzaiolo ed io ho utilizzato una farina di tipo 1.
      Documentandomi, ho letto che la pinsa romana è una gustosa focaccia o schiacciatina.
      La pinsa nasce dal latino pinsere – allungare e, storicamente, è nata ancor prima della pizza, quando la pinsa veniva impastata e cotta nei forni dell’antica Roma,il lievito ancora non esisteva (arrivò dagli egiziani nel 1500).
      La schiacciata (pinsa da pinsère, schiacciare, pestare) veniva da fuori le mura, dai contadini della campagna romana che impastavano cereali, sale ed erbe aromatiche, e mettevano sui carboni ardenti quella focaccia bassa e ovale.

      Probabilmente oggi c’è stata un’evoluzione nell’utilizzo di farine diverse ed esistono sul mercato anche mix di diversi grani, soia e riso da utilizzare per quella che viene definita farina per pinsa romana (es. “Pinsa” – Azienda Di Marco).

      Spero che la mia risposta possa aver soddisfatto la tua curiosità, continua a seguirmi e a presto 🙂

  2. Buon pomeriggio, sono alle prese di fare la pizza ; mi può chiarire un po’ di più il punto n. 2 pieghe : 2-3 volte e poi pieghe della pinza X 3 volte … distanza minuti ? Ogni 20 min ?

    1. Eccomi Liudmila, allora le pieghe non sono altro che delle lavorazioni per favorire l’alveolatura dell’impasto (l’idratazione per intenderci).

      Rigenerare l’impasto vuol dire movimentarlo con le mani inumidite per evitare che si attacchi alle mani (non usare la farina perché faresti diminuire l’idratazione) – ogni 5 minuti per 2-3 volte.

      Per le pieghe si deve stendere leggermente l’impasto e piegarlo a portafoglio, poi coprirlo e lasciarlo riposare come descritto nella ricetta. Questo passaggio va ripetuto per 3 volte a distanza di 10-15 minuti prima di stenderlo definitivamente nella teglia prima della cottura.

      Fammi sapere com’è andata e complimenti per l’entusiasmo che ogni volta mi dimostri. Brava!!!

      1. Buona sera, si l’entusiasmo non manca 😊! Fatto le pieghe e poi Ho fatto riposare l’impasto Per una notte, e poi come da ricetta ma senza farina di semola….difficile da manovrare ma il resultato è sodisfacente : gusto delicato; non ha levitato in cottura ma comunque rimasta sui 2,5 cm acquisite nella lievitazione di 3 ore. ,grazie lavorerò su 👍

        1. Ma che bella notizia, bravissima!!!
          Ora ti confesso una cosa: ieri non ti ho detto nulla per non darti preoccupazioni ma…. hai cominciato dal tipo di pizza più difficile tra tutte, lo sai?
          Ed ora che il risultato ti ha abbastanza soddisfatta nulla può più fermarti. Sei davvero coraggiosa e sono tanto contenta per te, continua così.

          Domani sarà la Vigilia di Natale e colgo l’occasione per augurarti Buone Feste con tutto il cuore 🙂

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